La strategia della lumaca.

Posted by | Posted in Decrescita, Eventi, Rassegna stampa | Posted on 18-02-2009

Convegno, Giovedì 26 Febbraio 2009, ore 9:30 – 19:00
Palazzo Valentini, via IV Novembre 119A

Mostra “BIDECEINGE”, dal 24 Febbraio all’8 Marzo 2009
inaugurazione Martedì 24 Febbraio ore 18:30
Istituto Superiore Antincendi, Via del Commercio 13, Roma

 

La scelta di promuovere un convegno sulla decrescita ed una mostra ad esso collegata muove dall’idea di fare opera di sensibilizzazione verso gli amministratori pubblici di Comuni della Provincia di Roma ( a cui è principalmente dedicato l’evento) nell’intenzione di sollecitarli ad avviare dibattiti e sperimentazioni localmente. Sul tema della decrescita c’è oggi un grande interesse come dimostrano negli ultimi mesi il fiorire di incontri, la pubblicazione di numerosi libri ed articoli sui quotidiani e sulle riviste, ed anche sul web. Va ricordato che la teoria della decrescita, ha ispirato esperienze pratiche in diversi paesi tra i quali anche il nostro, esperienze interessanti ed utili per la formazione di una nuova cultura della sobrietà e di un cambiamento degli stili di vita.

Attraverso gli apporti teorici e pratici del convegno e le elaborazioni creative della mostra (che include varie discipline artistiche), si vuole veicolare un messaggio che espliciti i limiti della società dello sviluppo nonché la contraddizione del concetto culturale ed economico a suo sostegno definito sviluppo sostenibile che ne dovrebbe rendere praticabile l’attuazione.

L’una ha posto come valore predominante e parametro del progresso umano la crescita economica, lo sviluppo tecnologico, il produttivismo ad oltranza ed il consumo, l’altro tenta di attenuare gli effetti della devastazione dell’ambiente, del degrado sociale e culturale e della qualità della vita, proponendo uno ‘sviluppo controllato’, meno distruttivo ma in realtà sempre assoggettato ad una logica sviluppista. La teoria dello sviluppo sostenibile pone come inevitabile l’espansione delle attività, anzi tramite essa, sostiene, si potranno risolvere i problemi connessi all’ambiente e all’aumento della popolazione mondiale; nessun’altra alternativa di modello organizzativo che tenga conto della “finitezza” delle risorse e dei limiti di saturazione del pianeta è stata sin’ora esplorata fino in fondo.

Insomma a ben vedere, il risultato dell’ultimo secolo di esasperazione produttiva (e finanziaria, ne abbiamo i risultati evidenti sotto gli occhi) ha reso il mondo un posto meno salubre e vivibile, con parecchi problemi dovuti ad uno sfruttamento incontrollato delle risorse, paradossalmente in fase di impoverimento per una distribuzione iniqua della ricchezza e sofferente per le crescenti disuguaglianze sociali.

Fonte: http://www.neworldproject.it/

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GAS “on the air” ad Arezzo

Posted by | Posted in Rassegna stampa | Posted on 14-02-2009

“GAStation” è la prima trasmissione radiofonica dei e sui Gruppi di Acquisto Solidale aretini riuniti nel progetto di Distretto di Economia Solidale.
Va in onda su Radio Wave International, emittente di Arezzo, il martedì alle ore 09.35 e, in replica, alle 15.30 e la domenica alle 09.30; le puntate possono anche essere scaricate dal sito della Radio (www.italiawave.com).
Consumo critico e consapevole, decrescita, convivialità, notizie dal territorio e dai GAS, riciclaggio e riuso dei materiali, rimedi naturali, consigli pratici per trasformare la “banale” spesa in un’azione quotidiana per migliorare il mondo: ecco i temi che in maniera divertente e puntuale sono trattati.

Fonte: www.retegas.org

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Costruire la decrescita.

Posted by | Posted in Decrescita | Posted on 12-02-2009

[...] La parola d’ordine della decrescita è quella di sottolineare con forza l’abbandono dell’obiettivo insensato della crescita per la crescita, obiettivo il cui motore non è altro che la ricerca sfrenata del profitto da parte dei detentori del capitale. Evidentemente, non penso al rovesciamento caricaturale di questo concetto, che consisterebbe nel proporre la decrescita per la decrescita. In particolare, la decrescita non è la crescita negativa. Sappiamo che il semplice rallentamento della crescita fa precipitare le nostre società nella disperazione, a causa della disoccupazione o del taglio dei programmi sociali, culturali e ambientali che assicurano un minimo di qualità della vita. Possiamo immaginare quale catastrofe sarebbe un tasso di crescita negativo! Così come non c’è niente di peggio di una società fondata sul lavoro che non abbia lavoro, non c’è niente di peggio di una società della crescita senza crescita. La decrescita, dunque, può solo immaginarsi in una “società della decrescita”. Ciò presuppone che un’organizzazione completamente diversa in cui il tempo libero è valorizzato al posto del lavoro, dove i legami sociali sono più importanti della produzione e del consumo di prodotti inutili, o nocivi “usa e getta”. Condizione sine qua non è una riduzione feroce del tempo di lavoro, imposta per assicurare a tutti un impiego soddisfacente. Traendo ispirazione dalla “Carta dei consumatori e degli stili di vita” proposta al Forum degli organismi non governativi di Rio de Janeiro, tutto ciò può essere sintetizzato nel programma delle “sei R”: rivalutare, ristrutturare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Questi sei obiettivi interdipendenti darebbero il via a un circolo virtuoso di decrescita conviviale e sostenibile.
È del tutto evidente quali sono i valori da mettere in campo, a sostituzione di quelli oggi dominanti.

L’altruismo dovrebbe prendere il posto dell’egoismo, la cooperazione dovrebbe sostituirsi alla competizione sfrenata, il piacere del tempo libero all’ossessione del lavoro, l’importanza della vita sociale al consumo illimitato, il gusto di una bella opera all’efficienza produttivistica, il ragionevole al razionale, ecc. Il problema è che i valori attuali sono sistemici, sono cioè determinati e sostenuti dal sistema che, in cambio, contribuiscono a rafforzare. Occorre dunque rovesciare l’immaginario ed eliminarne l’insidiosa manipolazione sistemica, per rendere le persone consapevoli della propria situazione.

(Fonte: Serge Latouche, su Carta [http://www.carta.org/campagne/decrescita/articoli/9553])

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