Un articolo interessante di Pierluigi Paoletti, pubblicato su Centrofondi il 7 marzo 2006.
Fonti: I nuovi schiavi e il denaro che non c’è e Centrofondi
“Finché il potere mediatico sarà quasi completamente nelle mani di chi vuole un sistema politico-economico basato sulla legge del più forte e sul controllo dei popoli, è ingenuo credere che le risorse umane, spirituali e culturali degli individui stiano ricevendo impulso alla loro libera realizzazione. Le sottili tecniche di coercizione, di diseducazione e di appiattimento culturale sono dirette contro ognuno di noi, come un ulteriore affronto alle nostre menti e alla nostra dignità di cittadini.”
Tratto da: La manipolazione dell’opinione pubblica nei Tg italiani, di Antonella Randazzo per www.disinformazione.it - anno 2007
Convegno, Giovedì 26 Febbraio 2009, ore 9:30 – 19:00
Palazzo Valentini, via IV Novembre 119A
Mostra “BIDECEINGE”, dal 24 Febbraio all’8 Marzo 2009
inaugurazione Martedì 24 Febbraio ore 18:30
Istituto Superiore Antincendi, Via del Commercio 13, Roma
La scelta di promuovere un convegno sulla decrescita ed una mostra ad esso collegata muove dall’idea di fare opera di sensibilizzazione verso gli amministratori pubblici di Comuni della Provincia di Roma ( a cui è principalmente dedicato l’evento) nell’intenzione di sollecitarli ad avviare dibattiti e sperimentazioni localmente. Sul tema della decrescita c’è oggi un grande interesse come dimostrano negli ultimi mesi il fiorire di incontri, la pubblicazione di numerosi libri ed articoli sui quotidiani e sulle riviste, ed anche sul web. Va ricordato che la teoria della decrescita, ha ispirato esperienze pratiche in diversi paesi tra i quali anche il nostro, esperienze interessanti ed utili per la formazione di una nuova cultura della sobrietà e di un cambiamento degli stili di vita.
Attraverso gli apporti teorici e pratici del convegno e le elaborazioni creative della mostra (che include varie discipline artistiche), si vuole veicolare un messaggio che espliciti i limiti della società dello sviluppo nonché la contraddizione del concetto culturale ed economico a suo sostegno definito sviluppo sostenibile che ne dovrebbe rendere praticabile l’attuazione.
L’una ha posto come valore predominante e parametro del progresso umano la crescita economica, lo sviluppo tecnologico, il produttivismo ad oltranza ed il consumo, l’altro tenta di attenuare gli effetti della devastazione dell’ambiente, del degrado sociale e culturale e della qualità della vita, proponendo uno ‘sviluppo controllato’, meno distruttivo ma in realtà sempre assoggettato ad una logica sviluppista. La teoria dello sviluppo sostenibile pone come inevitabile l’espansione delle attività, anzi tramite essa, sostiene, si potranno risolvere i problemi connessi all’ambiente e all’aumento della popolazione mondiale; nessun’altra alternativa di modello organizzativo che tenga conto della “finitezza” delle risorse e dei limiti di saturazione del pianeta è stata sin’ora esplorata fino in fondo.
Insomma a ben vedere, il risultato dell’ultimo secolo di esasperazione produttiva (e finanziaria, ne abbiamo i risultati evidenti sotto gli occhi) ha reso il mondo un posto meno salubre e vivibile, con parecchi problemi dovuti ad uno sfruttamento incontrollato delle risorse, paradossalmente in fase di impoverimento per una distribuzione iniqua della ricchezza e sofferente per le crescenti disuguaglianze sociali.
Fonte: http://www.neworldproject.it/